Omaggio al cinema di Abbas Kiarostami: tre film da vedere

Dal 22 Giugno MioCinema vi invita a fare un viaggio dall’Europa al Giappone in compagnia del cinema evocativo e intimo del regista iraniano Abbas Kiarostami, che proprio in questo giorno avrebbe compiuto 81 anni. La rassegna, intitolata “Un Compleanno da Amare”, propone la visione di tre dei suoi film più recenti: Copia Conforme, Qualcuno da Amare e Tickets.

Il cinema di Kiarostami ha ispirato molti cineasti per la sua capacità di catturare l’intimità di una storia e indurre lo spettatore a perdersi in un vortice di sentimenti contrastanti che nascono dalla vita reale per poi invadere il territorio della sensibilità umana.

Nel corso della sua carriera di artista poliedrico e abile narratore, Kiarostami è passato spesso dal linguaggio poetico a quello documentaristico, lasciando tuttavia, spazio all’improvvisazione, perché sulla scena potesse sempre esistere quel senso dell’imprevedibile che fa parte della vita. 

In gran parte della sua filmografia l’Iran è inevitabilmente protagonista. Kiarostami tratteggia un paese complicato e afflitto dalle contraddizioni, dal quale tuttavia non si è mai separato.

“Quando prendi un albero che ha le radici nel terreno e lo trasferisci in un altro luogo, l’albero non darà più frutti. E se lo fa, il frutto non sarà buono come era nel suo posto originale. Questa è una regola della natura. Penso che se avessi lasciato il mio paese, sarei stato come l’albero” rispondeva a chi gli chiedeva come mai non avesse mai abbandonato del tutto le sue radici.

In costante connessione con la tradizione e la modernità, tra passato e presente, Kiarostami attinge alla natura e alla poesia. Nella regia predilige girare “soggetti della vita normale in ambienti naturali, che qualcuno considererebbe non cinematografici. Ma quello che voglio mostrare è la natura stessa, la verità della vita”. 

Altre volte fa esprimere i suoi personaggi attraverso i versi dei poeti persiani come Omar Khayyàm, Forough Farrokhzad. Infatti i suoi film sono stati anche considerati come un equivalente cinematografico della poesia modernista iraniana degli anni ’60.

I temi della vita e la morte sono ricorrenti, sebbene tradotti nel suo linguaggio che esplora una coscienza sociale, ricca di sfumature e significati non sempre espliciti.

Lo spettatore spesso è consapevole della telecamera, ne avverte la presenza sulla scena, ma si lascia stregare dalla prospettiva filosofica del regista, dal suo modo di guardare il mondo e i suoi protagonisti. 

Qualcuno da amare

L’ultimo film del regista uscito in Italia è Qualcuno da amare, del 2013. Ambientato in Giappone, racconta la storia di Akiko, una studentessa di sociologia che, all’insaputa della sua famiglia e del suo fidanzato, si prostituisce.

Una sera il suo protettore le organizza un incontro a casa di un professore anziano in cerca di compagnia, in realtà l’uomo non è interessato a un rapporto sessuale, ma instaura con la ragazza un legame di complicità, dando vita a una serie di equivoci che avranno conseguenze inaspettate.

Per poter dare l’idea del modo in cui Kiarostami lavorava con gli attori al fine di ottenere un determinato risultato, si pensi che agli attori veniva consentito di leggere solo le pagine della sceneggiatura che avrebbero girato il giorno seguente e mai la sceneggiatura completa.

Amplificare silenzi, incertezza e attese in questo caso sono stati funzionali a definire il mood del film.

Copia Conforme

Girato in Toscana, con una troupe in buona parte italiana (fotografia di Luca Bigazzi), Copia Conforme è valso a Juliette Binoche il premio per la Migliore Attrice al Festival di Cannes.

Un incontro apparentemente casuale tra un uomo e una donna dà inizio a una storia d’amore, fatta di attrazione e ambiguità, che un po’ alla volta si dipana, svelando che in realtà i due si conoscono già e il loro è una specie di gioco di ruolo, in cui la realtà e la finzione si intrecciano e si sovrappongono continuamente.

A dimostrazione del fatto che il cinema è un mezzo espressivo che permette di rendere credibile una ‘falsa’ realtà, attraverso l’inganno portato in scena dagli attori, che restituiscono solo una copia della verità. 

Tickets

Film diviso in tre episodi, diretti da tre grandi autori: Ermanno Olmi, Kiarostami e Ken Loach. Il filo conduttore è un viaggio in treno attraverso l’Europa.

Olmi viaggia in seconda classe con un dottore che ricorda l’affetto per la segretaria che gli ha procurato il biglietto e lo ha accompagnato in stazione, mentre fuori c’è aria di minacce e violenza. 

Nell’episodio di Kiarostami una donna anziana e arrogante viaggia con un ragazzo, impegnato durante il suo servizio civile, nell’accompagnare la signora verso la sua destinazione.

Sia il ragazzo che la donna finiranno per fare degli incontri che li toccheranno nel profondo. Ken Loach racconta, infine, il viaggio verso Roma di tre tifosi del Glasgow Celtic, commessi di un supermercato.

Tra panini, autostop e treni in ritardo, provano a raggiungere la loro meta per gustarsi la Champions League, e lungo il percorso incontrano i personaggi degli episodi precedenti.