Cold War: il regista si è ispirato alla storia d’amore dei genitori

Cold War, il film polacco di Pawel Pawlikowski è su MioCinema e vi farà innamorare come la prima volta. Nominato a tre premi Oscar, il film in bianco e nero racconta una storia d’amore passionale e tormentata sullo sfondo della seconda guerra mondiale.

Wiktor è un compositore che cerca di condividere con il mondo le canzoni popolari del suo paese. Fonda un’accademia in una chiesa abbandonata insieme alla collega Irena per creare un gruppo di musicisti itinerante.

Un giorno Zula fa un’audizione come cantante e conosce Wiktor che resta affascinato dal talento e dallo spirito di sopravvivenza di quella ragazza dall’aspetto affascinante. I due si innamorano e da lì il film prende il ritmo di una danza tra dolore e tensione.

Così diversi e così dipendenti l’uno dall’altro i due si amano intensamente sullo sfondo di una Berlino descritta come ponte tra Varsavia e Parigi. I film di Pawlikowski spesso intrecciano conflitti storici nelle vite e nelle relazioni dei personaggi, al punto che i disordini personali e politici possono diventare indistinguibili l’uno dall’altro. 

Wiktor è un idealista pieno di sentimento, un artista che lotta contro l’autorità sovietica e vuole fuggire in Polonia, mentre Zula è più realista e vuole sopravvivere, anche se per fare ciò deve assecondare le richieste del governo di cantare per Stalin.

La musica suggestiva ed emozionante collabora con l’elegante fotografia in bianco e nero per realizzare un film raffinato, intimo ed emotivamente travolgente.

E non è facile percepire che per il regista, Cold War sia un film anche molto personale. Infatti i protagonisti hanno i nomi dei suoi genitori poiché la storia d’amore, cuore pulsante del film, è ispirata proprio a quella vissuta da sua madre e suo padre dal 1948 al 1988.

Un amore tormentato e passionale che li ha visti unirsi e separarsi più volte, fino alla fine che hanno condiviso mano nella mano.

“I quarant’anni della loro avventura hanno coinciso completamente con la Guerra Fredda” ha detto Pawlikowski. “Fondamentalmente le loro intere vite sono state oscurate da questo. E anche dai loro problemi di carattere. Quindi non sai dove finisce uno e inizia l’altro.”

Anche la madre di Pawlikowski, come Zula nel film, ha lasciato la casa da adolescente per intraprendere la carriera di attrice, ma è scappata da una famiglia della classe medio-alta, e non dalla parte sbagliata dei binari di una piccola città.

Quando ha incontrato il padre di Pawlikowski, nel 1948, lui stava studiando per diventare un medico, non un musicista. Il regista ha scritto i suoi personaggi come musicisti in parte per dare alla musica un potere narrativo: melodie folk, ensemble, jazz e rock delineano tutte le fasi della vita dei personaggi.

Quando la coppia ha divorziato, nel 1968, suo padre si è trasferito in Occidente per motivi politici e sua madre ha sposato uno dei numerosi corteggiatori che apparvero in seguito. Si è trasferita con suo figlio in Inghilterra nel 1971.

Incapace di tornare in Polonia dopo essere rimasto illegalmente in Inghilterra, Pawlikowski alla fine si è unito a suo padre che viveva in Germania. Dopo anni di separazione, i suoi genitori si sono riuniti in Germania, dove hanno lasciato i rispettivi coniugi e si sono risposati.

Nel film anche Zula sposa uno straniero, un italiano, e lascia la Polonia, ritrovandosi infine con Wiktor a Parigi. Come i genitori di Pawlikowski, la coppia gode di un breve periodo di felicità domestica, prima che i loro problemi di incompatibilità caratteriale inizino a complicare di nuovo le cose.

Alla fine si sono riuniti in tarda età andando a vivere insieme a Monaco, troppo stanchi e malati per continuare a litigare e combattere. “Si tenevano per mano, erano una coppia innamorata e ancora un volta sapevano che non c’era niente al mondo di più prezioso, importante e stabile l’uno dell’altro”.