Favolacce: cosa rende intrigante il film dei fratelli D’Innocenzo

I fratelli D’Innocenzo hanno conquistato Berlino vincendo l’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura con il film Favolacce, disponibile su MioCinema.

Una favola dark interpretata da Elio Germano e Barbara Chichiarelli che racconta alcune realtà familiari in una piccola comunità della periferia meridionale di Roma.

Figli che si affacciano all’adolescenza, genitori che fanno lavori umili ma nascondono un animo irrequieto e infelice che scava gradualmente nel profondo minacciando l’equilibrio apparente.

Storie diverse si intrecciano sotto il sogno del malcontento, del confronto generazionale, sottolineando i limiti di una classe sociale sfortunata e superficiale.

Il bello dei film dei fratelli D’Innocenzo è che promettono un mondo sotto la superficie. Niente è mai come sembra e ogni inquadratura e ogni azione dei personaggi nasconde molto di più di quello che appare.

Sono film da metabolizzare, di quelli che quando arrivano i titoli di coda sullo schermo c’è bisogno di un attimo di silenzio per riordinare le idee e costruire una propria interpretazione dell’accaduto.

E, una volta tornati alla realtà, si sente il bisogno di confrontarsi con gli altri per indovinare l’intento dei registi, il messaggio più o meno subliminale, e tutti gli altri dettagli piccoli e grandi che sono stati pensati con uno scopo ben preciso.

Favolacce è un film intrigante per una serie di motivi. Una sceneggiatura misteriosa, bellissima e terribile allo stesso tempo. La scrittura è libera e intensa, arriva allo spettatore come un pungo nello stomaco, senza paura.

Il mondo raccontato è surreale ma realistico, e trovano spazio al suo interno le varie contraddizioni della nostra società. I fratelli D’Innocenzo riescono bene a costruire un’atmosfera sospesa e inquietante che sembra simile a una quotidianità che conosciamo, direttamente o dai telegiornali, ma avvolta in un alone visionario.

La forza emotiva del film è anche nell’interpretazione degli attori più giovani. I bambini risultano letali e spiazzanti con il loro sguardo consapevole pronto a giudicare gli adulti con determinazione, oppure spaventato e sottomesso in altre situazioni.

Favolacce risulta come un incubo che inganna con un abito fiabesco, ma è simbolo di un cinema elaborato che si distingue nel panorama del cinema italiano contemporaneo per originalità e coraggio.

Richiamando un po’ lo stile di Yorgos Lanthimos, Damiano e Fabio D’Innocenzo celebrano una mediocrità mostruosa in un luogo immaginario ma comunque facilmente riconducibile alla realtà italiane. Anche la struttura tridimensionale contribuisce a renderlo un film intrigante e magnetico che nello stesso tempo seduce e respinge.