In viaggio con MioCinema: 6 film perfetti per uno spirito nomade

Dal 21 Maggio MioCinema celebra lo spirito nomade con una rassegna di film sul viaggio che ci invitano a esplorare luoghi vicini e lontani senza dover fare la valigia. Una delle limitazioni più sentite tra quelle imposte dalla pandemia è stata proprio l’impossibilità di viaggiare e spostarsi.

E forse non è un caso il trionfo di Nomadland agli Oscar 2021, il film di Chloe Zhao con Francis McDormand, protagonista di un on the road lungo gli ampi spazi del Nevada rurale in cui regna un rassicurante silenzio.

Il viaggio è movimento, conoscenza, avventura, fuga, esperienza. Al cinema, come nella vita, l’essere umano sente spesso il bisogno di percorrere lunghe highways, sfidare territori insidiosi e impervi, macinare chilometri, per motivi sempre diversi.

A volte per mettersi semplicemente alla prova, a volte per far riemergere vecchi ricordi, per ritrovare la propria identità, per raggiungere una persona cara o portare a termine una missione o un’impresa senza precedenti. 

La rassegna In Viaggio con MioCinema propone sei titoli che abbracciano diverse culture e raccontano storie affascinanti e coinvolgenti che contribuiscono a formare un panorama eclettico e variegato del tema del viaggio. 

Salta a bordo

Walter Selles ci porta in America Latina con I Diari della Motocicletta, film del 2004 con Gael Garcia Bernal nei panni di un giovane Ernesto Guevara, prima che diventasse il “Che”. Tra 1951 e 1952 egli compie un viaggio di oltre diecimila chilometri, da Buenos Aires a Caracas attraverso Cile, Perù, Argentina, Colombia e Venezuela, a cavallo della sua moto, in compagnia dell’amico Alberto Granada.

Sulle note di una colonna sonora evocativa, in questo road movie il viaggio è formazione, rivoluzione e confronto. Paesaggi mozzafiato celebrano la natura di quei luoghi, mentre sullo sfondo si animano disordini politici e la personalità dei protagonisti viene plasmata da incontri ed eventi che caratterizzano il loro cammino.

Al posto della moto il protagonista del film In Solitario diretto da Christophe Offenstein nel 2013 sceglie la barca a vela. Francois Cluzet (Quasi Amici) interpreta uno skipper che partecipa al Vendée Globe perchè il fratello della sua compagna è costretto a ritirarsi in seguito a un infortunio.

Per lui si presenta l’occasione di compiere un’impresa unica che sembra tutt’altro che semplice quando scopre di avere un clandestino a bordo, immigrato dalla Mauritania. Si instaura sempre una dinamica curiosa tra due persone costrette a condividere uno spazio limitato nel mezzo del nulla, soprattutto se sono praticamente due estranei.

Il viaggio documentaristico

Nomad – In cammino con Bruce Chatwin di Werner Herzog ci porta dalla Patagonia all’entroterra australiano, tra caverne, cimiteri indigeni, montagne e luoghi misteriosi, in nome di un’amicizia sincera; quella tra il regista tedesco e lo scrittore inglese Chatwin.

Herzog intraprende un vero e proprio pellegrinaggio zaino in spalla sulle orme dell’anima e dell’esistenza, prediligendo uno stile documentaristico in cui trovano spazio, tuttavia, dialoghi intimi e una condivisione di pensieri ed emozioni tra due cari amici. 

Chi sono e dove vanno gli uccelli migratori? Il documentario Il Popolo Migratore di Jacques Perrin invita il pubblico a intraprendere un viaggio suggestivo e poetico per migliaia di km tra pericoli e condizioni meteo avverse, che questi volatili affrontano per raggiungere una precisa destinazione al cambio delle stagioni.

Ci sono voluti 4 anni di riprese, 450 cameraman e 40 piloti di deltaplani per girare le varie sequenze aeree che permettono al pubblico di immedesimarsi e vivere questa avventura in prima persona.

Nel lontano Oriente

Candidato come miglior film straniero in rappresentanza del Nepal agli Oscar, Himalaya di Eric Valli racconta il Tibet con lo sguardo di chi ci ha vissuto per tanti anni. Al centro i dolpo-pa, una popolazione tibetana di nazionalità nepalese a carattere seminomade.

L’estate vivono nei loro villaggi a circa 5000 metri di altitudine, coltivando grano e orzo, mentre in autunno migrano a fondo valle per vendere il sale che hanno raccolto sulle montagne. Il fascino della natura incontaminata fa da cornice alla storia dell’infanzia di un capo, tra colori antichi di un paese unico per lo scenario e una profonda spiritualità.

Nel film Viaggio a Tokyo di Yasujiro Ozu invece, una coppia anziana di provincia si sposta dalla campagna di Onomichi alla grande metropoli di Tokyo per far visita ai figli nel Giappone del dopoguerra. Questi però sono impegnati e non hanno tempo e voglia di passare il tempo con loro.

Così, dopo varie vicissitudini, i due sono costretti a tornare a casa, con un altro lungo viaggio che servirà loro per tirare le somme della propria esistenza, prendere consapevolezza del distacco dei figli e di una triste incomunicabilità. Un film da vedere che fa parte del genere shomingeki che tende a rappresentare la quotidianità delle classi popolari in modo realistico.