Il cinema intimo e rivoluzionario di Jonas Carpignano

Il nuovo film del regista italo americano Jonas Carpignano, A Chiara, è al cinema in questi giorni. E su MioCinema sono disponibili i suoi lungometraggi precedenti – Mediterranea e A Ciambra – per poter entrare in contatto con il suo cinema, analizzando il suo stile e la sua visione.

Nato nel 1984, Carpignano è cresciuto tra New York e Roma. Pertanto il suo sguardo artistico ha un’anima internazionale. Dopo il suo debutto al Festival di Cannes nel 2015, la sua carriera sta proseguendo dietro la macchina da presa mantenendo uno stile rivoluzionario ed educativo.

I temi al centro dei suoi film tornano spesso: razzismo, integrazione, il viaggio, la famiglia. I suoi personaggi e le sue storie tratteggiano un microcosmo emozionante e coinvolgente, arricchito da una narrazione essenziale, non edulcorata e diretta a un pubblico ampio.

A Ciambra

Una famiglia rom vive nella periferia di Gioia Tauro, una città costiera del Sud Italia, vendendo rottami metallici e parti di auto rubate alla mafia. Carpignano ha girato A Ciambra su pellicola tenendo la camera a distanza ravvicinata dai corpi dei personaggi.

Pio è un 14enne che fuma e frequenta locali notturni ma non è un duro, anzi…ha paura di prendere un treno e di baciare una ragazza. Nasconde le sue fragilità per darsi un tono all’interno della sua realtà.

Quando suo padre e il fratello maggiore vengono arrestati, Pio deve diventare il capofamiglia e comincia a vendere laptop e televisori rubati per portare soldi a casa. Aviya, un giovane immigrato ghanese diventa suo amico e una sorta di figura paterna.

Carpignano presenta in modo autentico e neutrale la forma di razzismo degli italiani nei confronti di quel tipo di comunità. Analizza le tensioni esterne dirigendo un dramma asciutto e neorealista. 

Una dura narrativa di formazione con al centro un ragazzo carismatico ed espressivo che cattura la scena. Un film sul pregiudizio, sulla povertà e l’intolleranza nel nostro paese, prodotto dal maestro Martin Scorsese. 

Mediterranea

Ispirato alle vicende di Koudous Seihou, cittadino del Burkina Faso che interpreta se stesso con il nome di Ayiva nel film. Lui e suo fratello lasciano il loro paese nella speranza di una vita migliore altrove e il regista intraprende questo viaggio con loro portando sullo schermo un’avventura nel nome della speranza.

Un lungo viaggio attraverso l’Algeria porta Koudous in sud Italia, in Calabria, dove comincia a lavorare come raccoglitore di arance a Rosarno. L’integrazione non è semplice e il film sottolinea una condizione di “nuova schiavitù” diffusa nei nostri tempi.

Il problema degli extracomunitari nel nostro paese è sempre vivo e circondato da polemiche e giudizi superficiali e frettolosi. Mediterranea e A Ciambra ne parlano in modo intelligente e formativo.