Marilyn e Jackie: due icone a confronto per due biopic da non perdere

Marilyn e Jackie sono due biopic intimi ed emozionanti che celebrano due icone senza tempo molto diverse l’una dall’altra, ma testimoni di un universo femminile forte e carismatico, tra contraddizioni e desiderio.

Jacqueline Kennedy Onassis e Marilyn Monroe sono due delle donne più memorabili del paesaggio culturale dei tempi moderni. Leggendarie in modi completamente diversi, rappresentano le molteplici possibilità per le donne moderne che non devono frenare la loro identità, ma esprimersi per quello che sono, senza paura del giudizio altrui o della società.

La ragazza di buona famiglia e l’adolescente che ha lasciato la scuola dopo sei mesi, hanno avuto due vite sotto i riflettori, tra gioie e delusioni. Due storie di ampio respiro sul grande schermo, soprattutto se a raccontarle sono due autori come Simon Curtis e Pablo Larrain.

Jackie, eleganza e determinazione 

Nata il 28 Luglio 1929 a Southampton, New York, Jackie ha sposato John F. Kennedy negli anni ’50 entrando nella scena mondiale come moglie del 35° Presidente degli Stati Uniti.

I media la inseguivano ovunque, e ben presto divenne anche un’icona di stile vista la sua eleganza e i suoi abiti che facevano tendenza.

Il tubino senza maniche e l’acconciatura bouffant, abbinate a collane di perle e copricapo sempre all’ultimo grido, sono diventati il suo tratto distintivo, di ispirazione per tante donne di ogni generazione.

Dopo l’assassino del marito nel 1963, Jackie ha cercato di andare avanti, anche per il bene dei suoi figli. Ha scoperto una forza interiore e una determinazione che l’hanno tenuta in piedi, fino al 1968 quando ha sposato l’armatore greco Aristotele Onassis, andando contro tutto e tutti.

Ha sempre saputo chi era e cosa voleva, anche se le sue decisioni hanno scatenato l’ira della società intorno a lei.

Pablo Larrain nel 2016 dirige Natalie Portman nei panni di una Jackie Kennedy madre e vedova pochi giorni dopo la tragedia del 22 Novembre 1963.

Il film ripercorre le sue scelte per conservare il ricordo pubblico del marito, mantenendo sempre il suo punto di vista sulla storia.

Il funerale, i ricordi, l’intervista con Theodore White, cercano di tratteggiare la figura di una donna sommessa ed elegante che ha condiviso la sua vita con un presidente carismatico e lungimirante.

La Portman regala un’ottima interpretazione per un film intimo, riflessivo e raffinato, in cui si nota chiara l’impronta dell’autore cileno, sia nella struttura narrativa sia nella caratterizzazione dei personaggi coinvolti.

Marilyn, fascino e fragilità

Marilyn Monroe è nata il primo Giugno 1926 a Los Angeles, in California, da una donna con gravi problemi psicologici che lavorava negli studi RKO nel reparto montaggio. La sua infanzia è stata quindi più drammatica e incerta rispetto a quella di Jackie.

Ha assistito alla mamma in camicia di forza portata via da casa, e ha sempre avuto paura di fare la sua stessa fine. Questo l’ha spinta a sposare il suo vicino di casa che conosceva appena, e mentre lavorava in una fabbrica durante la Seconda Guerra Mondiale, ha scoperto l’amore per la fotografia.

Sposata più volte nella sua vita, Marilyn è stata alla costante ricerca di amore, rispetto, e attenzione. Ha combattuto per far credere di avere qualcosa di più da offrire oltre al suo aspetto fisico avvenente e sensuale.  

Pur essendo rappresentanti di due realtà femminili diverse, Jackie e Marylin hanno dovuto gestire il successo mondiale in modi simili.

Si sono entrambe spinte oltre le restrizioni del loro tempo diventando vere e proprie icone e simboli per le donne dell’epoca.

La star del cinema dallo spirito libero e la first lady cosmopolita che hanno condiviso anche lo stesso uomo. Infatti ci sono stati tempi in cui i tabloid non parlavano d’altro che della relazione di J.F. Kennedy con l’affascinante bionda sexy.

Simon Curtis dirige una favolosa Michelle Williams che si cala nei panni di Marilyn Monroe, la star americana nell’estate del 1956, quando passa la luna di miele con Arthur Miller in Inghilterra.

Impegnata con le riprese del film Il Principe e la Ballerina di Laurence Olivier, Marilyn trascorre una settimana a stretto contatto con Colin Clark, un giovane alla sua prima esperienza su un set cinematografico, interpretato da Eddie Redmayne.

Egli ha la possibilità di vivere da vicino le mille sfumature caratteriali ed emotive di una donna desiderata, sensuale, ma anche molto fragile e ricca di contraddizioni. 

Curtis offre allo spettatore un ritratto intimo e toccante dell’icona hollywoodiana attraverso questo rapporto sincero e complice con un ragazzo umile che sembra l’unico a capire veramente chi c’è dietro il velo della fama e il personaggio che tutto il mondo ha sempre desiderato.