The Father in prima visione su MioCinema: perché vederlo!

In prima visione su MioCinema The Father – Nulla è come sembra, il film diretto da Florian Zeller, vincitore di due premi Oscar: miglior attore protagonista ad Anthony Hopkins e migliore sceneggiatura non originale.

Tratto dall’omonima opera teatrale, The Father racconta la vita di un uomo che comincia a perdere la memoria, non riconosce i suoi cari e dubita di tutto quello che vede e sente intorno a lui, sprofondando in una condizione destabilizzante. Ha continui sbalzi d’umore e attacchi di rabbia legati alla paura di non essere in grado di capire cosa sta succedendo.

Un vecchio vedovo malizioso e irascibile, un ingegnere in pensione che vive da solo in un appartamento spazioso e ben arredato nella zona ovest di Londra, ricevendo visite regolari dalla sua affettuosa ed esasperata figlia Anne, interpretata da Olivia Colman.

Un dramma intimo e terrificante allo stesso tempo che ritrae con onestà ed empatia la prospettiva di una persona in grave declino cognitivo. Il personaggio di Hopkins viene travolto dalla paura di perdere i suoi riferimenti, i suoi ricordi, il suo contatto con la realtà, ma soprattutto di non essere più in grado di cavarsela da solo nella quotidianità. 

Il passato ha i contorni sempre più sfumati e la figlia cerca in tutti i modi di aiutare il padre. Il loro rapporto, tuttavia, è ricco di contrasti anche di fronte alla malattia. La Colman rende benissimo il labile equilibrio del suo personaggio che, dietro sorrisi infranti, nasconde a tratti un’oscura fantasia di reagire in modo deciso alle parole spietate del genitore anziano.

Hopkins gioca magistralmente con il suo ruolo, trasmettendo un alternarsi di fragilità e superbia tratteggiando una figura contrastata di un uomo affetto da demenza ma in lotta viva per mantenere una sua dignità.

The Father è un film raffinato, emozionante e solido che parla di amore, famiglia e malattia in modo realistico e sensibile. Nel cast anche Mark Gatiss, Imogen Poots, Rufus Sewell, and Olivia Williams. Interessante il lavoro tecnico che ha coinvolto lo scenografo Peter Francis per rendere gli spazi in linea con la storia e l’evoluzione del personaggio di Hopkins. 

Per far immergere lo spettatore nella mente danneggiata di quest’ultimo, Francis ha  apportato sottili alterazioni continue al set dell’appartamento cambiando gradualmente gli oggetti quotidiani familiari all’interno dello spazio e gli schemi di colore. Così lo spettatore diventa insicuro dell’ambiente che vede sullo schermo immedesimandosi maggiormente nel protagonista.

L’universo prende in giro Anthony e anche noi per l’intera durata del film. Un film sul dolore e sulla condivisione della pena, soffrire per una persona casa ancora viva. Ma anche un’esperienza cinematografica di umanità e sentimento.