The Waiter, il thriller greco surreale da non perdere

Steve Krikis dirige The Waiter, il thriller surreale disponibile su MioCinema il 28 e 29 Maggio in esclusiva. Aris Servetalis è Renos, un cameriere solitario che ogni giorno segue uno schema ben preciso, vittima di una metodicità quasi maniacale.

Camicia stirata, barba e capelli sempre in ordine, sguardo enigmatico e perso nel vuoto anche quando scambia quattro chiacchiere con i colleghi di lavoro o alcuni passanti che incontra per strada. Tuttavia osserva attentamente il mondo che lo circonda e questo lo porta a vivere un viaggio pericoloso e delirante quando viene coinvolto nella scomparsa del suo vicino di casa Milan. 

In concorso al Luxemburg City Film Festival, The Waiter segue la scia del cinema greco contemporaneo che ci sta abituando a un’atmosfera onirica e imprevedibile in cui i personaggi sembrano sospesi in un tempo e uno spazio indefiniti e, tuttavia, estremamente ipnotici e intriganti.

Basti pensare ai film di Yorgos Lanthimos o al recente Apples di Christos Nikou che potete vedere sempre su MioCinema. Ispirato a fatti realmente accaduti a New York alla fine degli anni ’80, ma ambientato nell’Atene dei giorni nostri, The Waiter è una riflessione esistenziale, tra amore e morte.

Un neo-noir minimalista che incuriosisce fin dalla prima scena, non tanto per i dialoghi ridotti al minimo, ma per la messa in scena e un umorismo insolito che lo spettatore si diverte a interpretare per comprendere la direzione della storia. Dove vuole andare a parare?

La fotografia raffinata rende l’estetica del film suggestiva e moderna, all’interno della quale si muove questo personaggio che segue una precisa routine, tra il lavoro in un bar, i servizi casalinghi e un hobby botanico che richiede sempre la sua indole metodica.

Quando ritrova per caso il cadavere del vicino di casa in un cassonetto di fronte a casa, qualcosa nella sua routine subisce uno stravolgimento, ma lui non si scompone più di tanto e fa amicizia con un uomo inquietante e ambiguo, interpretato da Yannis Stankoglou.

Quest’ultimo vive nell’appartamento del dipartito Milan senza una chiara spiegazione e si accompagna ogni tanto con una bella ragazza di poche parole, con un’espressione irrimediabilmente rassegnata.

The Waiter sceglie un tipo di narrazione molto interessante, originale, che si ispira al cinema di Aki Kaurismaki, a David Lynch, oltre ai colleghi connazionali.

Entrare nell’universo di Renos è un’esperienza allucinata e misteriosa, con momenti non-sense che solleticano la mente dello spettatore. Si avverte una strana sensazione di perdita del controllo, nonostante il protagonista si sforzi con tutto se stesso di organizzare e controllare ogni piccolo dettaglio. Così solo, anaffettivo e voyeur, egli desidera un cambiamento nella sua vita ma nello stesso tempo ha paura di modificare le sue abitudini.